KARMA POLICE

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KARMA POLICE

un racconto di Paolo Rocchigiani

 

Il cuscinetto della sospensione magnetica dava i soliti problemini rendendo il viaggio leggermente traballante. L’auto jet era comunque ancora relativamente nuova e Jack quella mattina non voleva pensare che ancora una volta il meccanico dell’assistenza non era stato in grado di risolvere quel fastidioso inconveniente.

Tenendo il braccio sinistro fuori in balia del vento cercava solo di godersi la passeggiata; tutto scivolava via con facilità come la sua mano. Nessuna nuvola in giro, il sole era alto e gli schermi anti radiazioni permettevano di stare all’aria aperta senza correre particolari rischi.

Mancava poco all’imbocco dell’autostrada, poi avrebbe spinto al massimo il reattore jet e sarebbe finalmente giunto al mare per un po’ di relax. Era stata una settimana impegnativa, ma ormai era quasi tutto alle spalle.

Il computer dell’auto agganciò automaticamente il segnale del radiofaro dello svincolo così poté accodarsi alle altre vetture per passare il casello. Il sistema del radiofaro serviva per adeguare la velocità di ogni veicolo in transito e  permettere l’ottimizzazione degli spazi da percorrere e i relativi tempi, solo un po’ di pazienza, poi non avrebbe avuto più nessun intoppo. Le auto in fila abbandonarono la strada per sopraelevarsi e prepararsi ad imboccare il casello sospeso. Addebitato il pedaggio e convalidati i dati spazio tempo una alla volta le auto jet partivano a grande velocità per le loro destinazioni.

Ancora un paio e poi sarebbe toccato anche a Jack. Avvicinandosi lentamente al casello qualcosa attirò la sua attenzione. Il buon umore e il rilassamento scomparvero all’istante. Agli imbocchi laterali del casello Jack riconobbe uno scanner della KARMA POLICE. Stavano monitorando i livelli karmici delle persone. Era un disastro.

In un attimo Jack ripercorse la sua ultima settimana. Non aveva pensato assolutamente a rimettersi a credito: aveva caricato molto karma negativo pensando di disperderlo poi, ma il poi era arrivato troppo presto, non aveva pensato, non aveva avuto tempo, era oberato dal lavoro, da tutto. Era nel panico, uno scanner lo avrebbe rovinato. Istintivamente cercò di riprendere il controllo del veicolo per uscire dalla fila. Il maldestro movimento non passò inosservato e sul largo display del cruscotto apparve un messaggio che intimava a non effettuare manovre brusche e a mantenere la calma. La fila scorreva inesorabile. Era il suo turno, non sapeva cosa fare. Proprio mentre passava in mezzo allo scanner istintivamente abbassò il muso dell’auto jet e in preda al delirio partì a folle velocità.

Dalla piattaforma superiore del casello una volante dell KARMA POLICE partì immediatamente all’inseguimento. Jack si ripeteva ossessivamente perché fosse  stato così stupido, stupido, stupido. Attivò il jet con la sola idea di allontanarsi il più possibile, non lo avrebbero ascoltato, doveva fuggire. All’interno dell volante arrivò il rapporto dello scanner. L’ufficiale alla guida chiese conferma alla centrale.

-Rapporto confermato. Volante KP 03, autorizzati a procedere  con protocollo 1/5.

L’ufficiale alla guida scambiò uno sguardo col suo compagno.

-Ricevuto centrale. Volante KP 03, procedo.

Lo spazio tra i due mezzi diminuiva sempre di più, sempre di più, erano sempre più vicini.

-Non mi prenderete mai, ho dett……

L’auto jet di Jack esplose in mille pezzi. Il missile ad agganciamento calorico non gli aveva lasciato scampo, era tutto finito.

La volante confermò alla centrale l’abbattimento del veicolo, poi atterrò e i due agenti uscirono dall’abitacolo. L’ufficiale alla guida non nascondeva un certo nervosismo mentre il collega si era tolto il cappello e si passava una mano nei capelli. Passarono pochi minuti e altre due pattuglie atterrarono vicino a loro. Gli agenti di una delle due scaricarono uno scanner portatile. Il tenente scese dal posto del passeggero, si aggiustò la divisa e si schiarì la voce.

-Protocollo ALFA. Controllo dei valori karmici post operativi. Avanti figlioli.

I due agenti ripassarono mentalmente le proprie ultime ventiquattr’ore e con spiriti diversi si sottoposero al controllo dello scanner obbligatorio ai tempi della KARMA POLICE.

 

Paolo Rocchigiani

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