SENZA SORPRESE

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SENZA SORPRESE

un racconto di Paolo Rocchigiani

 

Thom si aggirava per le strade un tempo affollate della città. Ricordava ancora quando non si doveva vivere tappati dentro le proprie abitazioni per la paura di una stretta di mano tossica. Assecondando il suo incedere caratteristico i suoi passi tradivano una certa timidezza, ma  erano incredibilmente pesanti quando toccavano cadenzati il suolo.

Dopotutto non si aspettava nessuna sorpresa da ognuno di essi mentre si mettevano avanti l’un l’altro; ciononostante continuava a camminare con la stanchezza che ormai pervadeva ogni più piccola parte del suo essere. Non era felice e sarebbe stato facile capirlo se qualcuno ancora si fosse degnato di guardare gli altri negli occhi.

Ce l’aveva a morte con i governanti. A suo dire avevano contaminato il mondo; ma perché nessuno riusciva a rovesciare quei fantocci al governo? Certamente non agivano in suo nome e tantomeno nell’interesse di tutti. Perché nessuno lanciava l’allarme? Il realtà non lo sorprendeva.

Il respiro pesante lo soffocava in gola mentre il suo cuore non era diventato altro che una pattumiera piena degli orrori che aveva dovuto ingoiare a forza nel tempo. Quando sarebbe arrivato il silenzio? Oppure ce n’era troppo di silenzio?

Non lo sapeva, ma era certo che quella sarebbe stata la sua ultima forma fisica e presto avrebbe avuto l’ultimo mal di pancia, senza allarmare nessuno. Si diresse verso una casa davvero bella, con un magnifico giardino. Doveva appartenere a persone molto facoltose. Si fermò davanti alla facciata pulita dell’abitazione e chiudendo gli occhi tirò un sospiro; poi lo trattenne e fece per sentire… sentire…. il silenzio; niente allarmi, niente sorprese. Allora le scie dei missili testimoniarono il loro passaggio nel cielo senza nuvole. Il tempo sembrò fermarsi, poi, senza sorprese, i missili si abbatterono sui propri bersagli.

Paolo Rocchigiani

 

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