IL RACCONTO

Tempo di lettura: 2 minuti

IL RACCONTO

un racconto di Paolo Rocchigiani

 

“Finalmente ho avuto un’idea fantastica per un racconto da paura. Sono elettrizzato perché mi sembra di avere roba veramente forte per le mani. Siete curiosi eh?

Beh io non sta più nella pelle, è un po’ che mi frulla per la testa e ora devo assolutamente raccontarvi la mia idea. Naturalmente è ancora in fase embrionale, ma dai alla fine va bene lo stesso, provate ad aiutarvi con l’immaginazione e visualizzare un quadro più ampio.

Tutto comincia con un virus letale la cui provenienza é sconosciuta. Forte no? Ehi occhio che è uno di quelli cattivi, uno di quelli che fa il salto da una specie all’altra per capirci. Molti suppongono che sia fuggito da un laboratorio in cui si manipolano certi virus per usarli come armi biologiche e questo fa sì che sia sempre sottesa e sinistramente presente una inquietudine internazionale alimentata da accuse più o meno velate. Uh uh, ho appena capito da dove farlo partire: dalla Cina, o meglio, da un serpente o da un pipistrello in qualche mercato all’aperto tipico. Già mi immagino, solo la loro organizzazione stile formicaio può far sì che mettano in piedi un blocco totale del paese per arginare il contagio.

Eh sì perché all’inizio della storia non si sa neanche come si trasmette il virus… già lo vedo il caos totale. La persona vicina diventa il nemico, il possibile untore. Trovo incredibile che mi vengano queste idee, ma praticamente la storia si scrive da sé. Gli aerei, gli aerei faranno in modo che il contagio si diffonda in tutto il mondo. Forse sto andando oltre, figurati se non si organizzerebbe un cordone sanitario impenetrabile, è impossibile che falliscano tutti gli stati del mondo… vabbè ma tanto è un racconto, posso contare su molti tipi di licenze.

Mi vengono in mente un sacco di cose per condire questo racconto che sta prendendomi la mano e forse potrebbe dar vita ad una trilogia o a più ondate successive, cose tipo annunci di presidenti in diretta social, scandali sanitari, cure che fanno discutere, vaccini miliardari, chiusure totali, droni che inseguono manichini, rivolte in piazze blindate, videoaperitivi, mascherine, prestiti, ospedali allo sbando, banchi con le rotelle, dittature sanitarie, libertà negate, cani che portano a spasso le persone, paura, tanta paura, corridori da salotto, eroi sottopagati, potrei metterci in mezzo anche una bella elezione presidenziale magari decisa per posta, un grande reset… il tutto condito da una  galoppante infarinatura distopica; sembro nn avere fine, sono un vulcano di idee…

Poi, in un pomeriggio di fine inverno, vedo in televisione un maledetto servizio di una strana influenza che da Wuhan, città di cui prima ignoravo persino l’esistenza, si allarga a macchia d’olio in tutta la Cina… la Cina?

Passo intere giornate  a seguire l’evolversi del “mio” virus, della mia “storia”… quando il mostro sconfina dalla fantasia impregnando e modificando la realtà muovendosi per il mondo intero, e il mio racconto sembra prendere vita, so per certo il nome del prossimo presidente degli USA e capisco che c’è una sola cosa da fare.

E’ facile, devo solo concentrarmi su di un altro grande racconto: un tipo insignificante dalla fervida immaginazione, pensando ad un mondo migliore, finisce per diventare milionario dopo aver giocato casualmente sei numeri al Superenalotto. Ben fatto, ora non mi resta che  aspettare un mondo migliore e… la prossima estrazione!”

Paolo Rocchigiani

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