Come fare domande migliori a ChatGPT
Per ottenere risposte migliori non serve essere esperti
un articolo di Paolo Rocchigiani
Dopo aver scoperto che cos’è ChatGPT, che cos’è davvero l’intelligenza artificiale, perché non è un motore di ricerca e perché può commettere errori, è arrivato il momento di passare alla pratica.
Molte persone provano ChatGPT per la prima volta e rimangono deluse.
Scrivono una domanda veloce, ricevono una risposta mediocre e concludono che lo strumento non sia particolarmente utile.
Spesso il problema non è ChatGPT.
Il problema è la domanda.
Una semplice regola
In generale vale una regola molto semplice:
domande migliori producono risposte migliori.
Immagina di chiedere a una persona:
“Parlami dei cani.”
Probabilmente riceverai una risposta molto generica.
Se invece chiedi:
“Quali razze di cani sono più adatte a vivere in appartamento con una famiglia e due bambini?”
la risposta sarà molto più utile.
Con ChatGPT accade la stessa cosa.
Fornisci il contesto
Uno degli errori più comuni è scrivere richieste troppo brevi.
Ad esempio:
“Scrivimi un articolo.”
Su quale argomento?
Per quale pubblico?
Quanto lungo?
Con quale tono?
Più informazioni fornisci, più ChatGPT sarà in grado di aiutarti.
Ad esempio:
“Scrivimi un articolo semplice di 800 parole rivolto a persone che non hanno mai sentito parlare di intelligenza artificiale.”
Questa richiesta contiene già molte indicazioni utili.
Spiega chi sei
A volte può essere utile spiegare la tua situazione.
Ad esempio:
“Sono uno studente delle scuole superiori.”
oppure
“Sto preparando una presentazione per il lavoro.”
oppure
“Non ho alcuna conoscenza tecnica.”
Queste informazioni aiutano ChatGPT ad adattare la risposta.
Chiedi il livello di dettaglio che desideri
Una stessa domanda può ricevere risposte molto diverse.
Ad esempio:
“Spiegami come funziona Internet.”
può essere troppo generica.
Puoi invece scrivere:
“Spiegami come funziona Internet come se avessi dodici anni.”
oppure
“Spiegami come funziona Internet in modo tecnico.”
La differenza sarà notevole.
Non fermarti alla prima risposta
Molte persone fanno una domanda e accettano immediatamente la prima risposta ricevuta.
In realtà ChatGPT funziona molto meglio come una conversazione.
Puoi chiedere:
“Puoi spiegarmelo meglio?”
“Puoi farmi un esempio?”
“Puoi semplificare la risposta?”
“Puoi approfondire questo punto?”
Spesso le risposte migliori arrivano dopo alcuni scambi.
Un esempio pratico
Immagina di voler creare un racconto.
Prima richiesta:
“Scrivimi una storia di fantascienza.”
Risultato: probabilmente qualcosa di molto generico.
Seconda richiesta:
“Scrivimi una storia di fantascienza ambientata in un piccolo borgo italiano. Il protagonista è un pensionato che scopre una navicella invisibile nascosta sotto la neve.”
Risultato: una risposta molto più interessante e personalizzata.
Tratta ChatGPT come un collaboratore
Un errore comune è considerarlo una macchina che deve fornire immediatamente la risposta perfetta.
Spesso è più utile considerarlo un collaboratore.
Può aiutarti a:
- trovare idee;
- migliorare un testo;
- chiarire un concetto;
- esplorare possibilità;
- organizzare informazioni.
Il risultato finale, però, dipende anche da te.
Cosa ricordare
Se dovessi riassumere tutto in poche righe:
- Più la domanda è chiara, migliore sarà la risposta.
- Fornire contesto aiuta molto.
- Specificare il pubblico e il livello di dettaglio è utile.
- Non bisogna fermarsi alla prima risposta.
- ChatGPT funziona meglio come una conversazione.
Una piccola sfida
Se non hai mai utilizzato ChatGPT, prova a fare due esperimenti.
Prima scrivi una domanda molto generica.
Poi riscrivila aggiungendo dettagli, contesto e obiettivi.
Confronta le due risposte.
Probabilmente scoprirai che la qualità del risultato cambia più di quanto immagini.
Il prossimo passo
Ora che sai come fare domande migliori, possiamo affrontare una questione molto discussa:
L’intelligenza artificiale mi ruberà il lavoro?
👉Torna alla pagina: “Capire l’Intelligenza Artificiale.”
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