LA GRANDE SFERA

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LA GRANDE SFERA

un racconto di Paolo Rocchigiani

 

In un tempo assai lontano, ignorando le leggi della scienza, nacque e si sviluppò una minuscola, pulsante, affascinante e misteriosa particella fatta di una energia assolutamente negativa. Dalle più profonde ed inesplorate pieghe di ciò che è ancora lontano dall’essere scoperto, nel punto più nascosto ed oscuro del cuore di ogni essere umano, l’ignota particella aveva trovato nutrimento. Una razza incredibilmente evoluta e allo stesso tempo arida come mai era accaduto nella storia del mondo fu per lei terreno straordinariamente fertile.

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IL GIOVANE ARTHUR

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IL GIOVANE ARTHUR

un racconto di Paolo Rocchigiani

 

Il giovane Arthur si strinse nel mantello. Faceva freddo, ma nonostante i brividi non poteva fare a meno di sorridere. Non vedeva l’ora di raggiungere il suo maestro: questa volta padre Malidas sarebbe stato finalmente soddisfatto di lui. Aprì il vecchio portone di legno marcio e si diresse pieno di eccitazione verso il padre seduto al solito in un angolo della modestissima abitazione.

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PASSEGGIANDO

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PASSEGGIANDO

un racconto di Paolo Rocchigiani

 

Pare che l’assassino insensato fosse riuscito a fuggire. Certo che il giornalista che gli aveva affibbiato quel soprannome doveva essere proprio a corto di idee quando gli capitò di descriverlo nel primo articolo; anche se, effettivamente, uno squilibrato che accoltella perfetti sconosciuti in strada dopo averli seguiti, insensato deve esserlo davvero. Dopo l’ennesima brutta notizia, avendo fatto il pieno di ansia, spensi la tele. Un passaggio veloce davanti lo specchio di fronte l’entrata e uscii dall’appartamento. Avevo voglia di fare due passi, così, giusto  per combattere la sedentarietà.

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I MENDICANTI -4-

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I MENDICANTI -4-

un racconto di Paolo Rocchigiani

 

Stretto nel suo spesso grembiule di cuoio, Peppiniello era concentrato su un paio di scarpe che stava tentando di riparare con le solite alterne fortune. Il robusto ragazzone, curvo su se stesso e a bocca aperta per prendere la mira, cercava di inserire lo spago cerato nel grosso ago ricurvo che teneva tra l’indice e il pollice in una morsa tutt’altro che ferrea.

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I MENDICANTI -3-

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I MENDICANTI -3-

un racconto di Paolo Rocchigiani

 

Fiero Liborio spingeva il suo carretto pieno di stracci. Col solito passo lento a fatica si faceva largo sulla strada sconnessa. Il suo non era certo un carretto bello a vedersi: così malamente assemblato con pezzi di legno di varie provenienze e misure.

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I MENDICANTI -2-

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I MENDICANTI -2-

un racconto di Paolo Rocchigiani

 

Pitocco se ne stava seduto a terra con la schiena attaccata al muro fatiscente di un vecchio magazzino nei pressi dell’Orchidea, la piccola osteria in contrada Salli. Osservava la gente che passava e stancamente tendeva la mano sperando in qualche offerta per raddrizzare la giornata. Gli sarebbe bastato anche un cicchetto.

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PROVA D’ATTORE

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PROVA D’ATTORE

un racconto di Paolo Rocchigiani

 

Signora, la prego deve aiutarmi, la supplico. Mi faccia fare una telefonata dal suo telefonino, non può capire cosa mi è successo. Sì sì, sono io, sono io! Grazie, grazie! Di teatro, di teatro, no quello era Il Grande Bordello, io ho fatto La Penisola dei famosi, l’edizione dello squalo, esatto. Ora mi deve scusare, no non sto più con la velina, sì eravamo una bella coppia; mi ascolti, no non mi tradiva, ascolti, no le assicuro che mangiano carne anche loro, MI ASCOLTI!

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I MENDICANTI -1-

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I MENDICANTI -1-

un racconto di Paolo Rocchigiani

 

Per pudore nei confronti degli incredibili fatti che andrò a raccontare non citerò il nome della cittadina che ne fu teatro suo malgrado. Si sappia però che quest’ultima, in mezzo a un nugolo di principati, di signorie, comuni e fiere città stato, aveva trovato la forza di farsi repubblica: unica isola del governo del popolo in un mare sconfinato di potere sancito dal diritto di nascita.

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LA CASSAFORTE

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LA CASSAFORTE

un racconto di Paolo Rocchigiani

 

Era davvero una bella giornata di sole. Cielo limpido e temperatura accettabile. Finalmente, aggiungerei. Anche se era Novembre non era detto che il maltempo dovesse regnare incontrastato in mezzo al buio e al freddo non concedendo tregua. Con tutte quelle piogge interminabili dei giorni passati sembrava che il sole fosse fuggito senza la minima intenzione di tornare indietro, ma alla fine aveva deciso di cambiare idea.

Kirk ne aveva approfittato ed era andato a fare una passeggiata: si era concesso un caffè nel bar meno affollato che aveva incontrato durante il suo giro di disintossicazione mentale dall’imposta cattività e addirittura aveva deciso di comprare il giornale, uno qualsiasi, senza preferenze. In genere non era un fedele acquirente delle pagine delle notizie dell’ordine precostituito, ma quella mattina si sentiva ispirato e anche un po’ curioso di vedere se il filone del nuovo giornalismo fosse sempre lo stesso. Respirando a pieni polmoni la piacevole e rinfrancante aria della strada di ritorno verso casa, incrociò un paio di vicini anch’essi a spasso; di solito non si trattavano particolarmente, ma nonostante tutto li salutò cordialmente e fu incredibilmente ricambiato. Di buon umore imboccò  il viale di casa sua alternando un passo corto ad uno più lungo facendo un gioco dalle strane regole, poi il sorriso che timidamente si era fatto largo sul suo volto si pietrificò mutando in una smorfia incontrollata.

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TOT HABET SACRAMENTA QUOT VERBA

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TOT HABET SACRAMENTA QUOT VERBA

un racconto di Paolo Rocchigiani

 

Jo doveva affrettarsi, mancava poco al “coprifuoco” e non aveva alcuna voglia di incontrare qualche “segugio” per strada. Lui lo chiamava ancora così: “coprifuoco”, anche se ormai l’autorità, per scrollargli di dosso quel non so che dal retrogusto da conflitto militare che si portava appresso, lo aveva ribattezzato come “Limite temporale della zona sicura”.

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