LA GRANDE SFERA

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LA GRANDE SFERA

un racconto di Paolo Rocchigiani

 

In un tempo assai lontano, ignorando le leggi della scienza, nacque e si sviluppò una minuscola, pulsante, affascinante e misteriosa particella fatta di una energia assolutamente negativa. Dalle più profonde ed inesplorate pieghe di ciò che è ancora lontano dall’essere scoperto, nel punto più nascosto ed oscuro del cuore di ogni essere umano, l’ignota particella aveva trovato nutrimento. Una razza incredibilmente evoluta e allo stesso tempo arida come mai era accaduto nella storia del mondo fu per lei terreno straordinariamente fertile.

Non si seppe mai chi fu ad iniziare o quale fosse il principio fisico e chimico che le diede la scintilla, fatto sta che ben presto ogni singola particella finì per cercarne un’altra simile ad essa con lo scopo di unirsi, poi ad un’altra e ad un’altra ancora. Strisciando e prendendosi il tempo necessario per passare almeno in parte inosservato agli occhi disattenti dell’umanità costantemente e facilmente distratta, l’enorme ammasso di particelle negative che si andava formando compì lo stadio finale della propria crescita: il risultato fu un’enorme sfera di energia negativa fluttuante. Grande fu la meraviglia tra gli uomini quando, insensibili dapprima alla sua presenza, la videro poi galleggiare nell’aria, in alto sempre più in alto fino a sostituire il sole nel cielo diurno. Furono fatti calcoli su calcoli con l’aiuto di menti sintetiche dal potenziale sconfinato. La sfera non attendeva niente e nessuno facendosi sempre più grande; se la sua energia si fosse sprigionata sulla Terra sarebbe stata la distruzione totale.

Allora si fece largo tra gli altri un uomo che si autodefiniva il più grande scienziato mai esistito. Disprezzando ogni altra idea proveniente dai circoli di discussione diceva di aver trovato la soluzione al problema della sfera.

Immediatamente venne alla ribalta un altro uomo, un filantropo, il più ricco del mondo. Supplicò lo scienziato di cedergli il segreto per salvare il mondo. Lo avrebbe rivenduto ai governi disposti a sborsare fortune faraoniche per salvare i propri sudditi elettori.

In ginocchio, stappandosi i capelli, un uomo urlava dilaniandosi l’anima in un turbinio di dolore per l’invidia mortale che provava per la scienza dell’uno e la ricchezza dell’altro.

Lo scienziato li ignorò affrettandosi a preparare il macchinario che a sua detta avrebbe spento la sfera, mentre un uomo molto in vista, attorniato dalle sue schiave d’amore, affascinando chi gli stava accanto prometteva festeggiamenti memorabilmente appaganti a pericolo scampato.

Il più grande chef del mondo, cercando di dissimulare la fatica di portare in giro la sua imponente mole, lo seguiva immaginando piatti dagli ingredienti più che esotici. Spalleggiandosi l’un l’altro schernivano una figura in disparte.

Da solo, un uomo penitente, non reagiva  mentre veniva allontanato dal tavolo triangolare del confuso dibattito sul da farsi.

Allora un uomo fuori di sé lo additò come causa di tutto, rovesciandogli addosso la propria ira e quella del mondo intero.

La sfera intanto aveva raggiunto dimensioni mai prima immaginabili.

Un forte vento agitava gli animi, ma il macchinario era finalmente pronto. Grande fu la gioia, la meraviglia e il compiacimento per un’opera così colossale.  Mentre la sfera era sul punto di collassare occorreva solo azionare la macchina e tutto sarebbe stato risolto.

Già si pensava ai festeggiamenti dell’intelletto salvatore, dell’uomo che si era auto salvato e senza troppo discernimento si scelse un uomo per azionare il macchinario, un uomo famoso per la sua indolenza, pigrizia e svogliatezza.

Mai scelta fu peggiore. Mentre gli altri uomini cominciavano a rendersi conto del madornale errore, l’uomo accidioso, col dito sul pulsante di accensione della mastodontica opera dello scienziato, non fece nulla pur sapendo di dovere.

Aspettando inutilmente un tempo infinito alla fine inesorabilmente tutto fu tardivo, la punizione si abbatté sul mondo in un esplosione apocalittica. Avrebbe funzionato la macchina? Il segreto fu inghiottito come ogni altra cosa nel gigantesco buco nero che si formò prendendo il posto del sistema solare  lasciando senza regno l’oscuro ingannatore.

Paolo Rocchigiani

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