Harley Benton ST-62MN SB Vintage Series

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Harley Benton ST-62MN SB Vintage Series

 

Tutto è cominciato  perché ero alla ricerca di una chitarra economica, tassativamente sunburst, da usare per fare pratica nelle modifiche e imbastire qualche nuovo esperimento di pseudo liuteria avendo la mia EKO S300 (di solito deputata a subire modifiche e orrori vari) già in rampa di lancio per  un imminente riammodernamento.

Faccio qualche rapida ricerca e alla fine opto proprio per la Harley Benton ST-62MN SB Vintage Series. Per farvi un’idea della chitarra in questione potete vedere il video che la riguarda dell’ottimo Marcellan (video) fonte di tante ispirazioni. Sorvolo sulle solite menate sugli strumenti economici e così, senza alcuna pretesa, scelgo la versione con il manico e tastiera in acero, sborso 139 euro e via. 

In realtà a me sarebbe bastato solo il body e il manico: la mia idea era proprio di cambiare tutto il resto. Arriva il pacco e non vedo l’ora di vedere quanto saprà deludermi la signora. A prima vista, e su questo contavo assolutamente, la chitarra è bellissima. Non mi frega se il body in tiglio è fatto da “n” pezzi e se è impiallacciato in non so che essenza: il sunburst è magnifico, proprio come volevo e il manico “caramellato” è notevole nel suo aspetto di simil-tostatura. Sono davvero contento e quello che mi stupisce è il peso davvero ridicolo. Bella, leggera e senza orrori palesi: perfetta.

Nota inaspettata: capotasto in grafene… Per quel prezzo sarei stato veramente felice di ricevere anche solo il body e il manico. Sorrido perché so che la signora manterrà la sua struttura originale per poco tempo.

Decido di farmi del male: devo provarla.  La verità è che ci metto pochissimo a constatare quanto faccia schifo. La prima impressione è di una chitarra “dura”, non saprei come esprime meglio quella sensazione. Provo un setup difficoltoso sacrificando anche una muta di corde nuove.

Vari sferragliamenti, bending doloroso, action da inventare e tutta una serie di pugnalate al cuore, ma alla fine trovo un compromesso di  accettabile suonabilità. Attacco il jack al modeler per sentire i PU e dopo pochi minuti ne ho abbastanza e ho già gli attrezzi in mano.

Contemporaneamente partono per non fare più ritorno i ferma corde e le meccaniche. Quelli a farfalla non li sopporto così li cambio con questi: Gotoh RG15/RG30 String retainer C. Per le meccaniche opto per le vintage  Gotoh SD91-05M MG-T Locking 6L N. 

Devo allargare un po’ i fori di alloggiamento sulla paletta (che tra l’altro ha una linea davvero bella), per il resto le misure per il fissaggio sono perfette. Prossimo passo: il ponte. Scelgo un Wilkinson WOV01 52,5mm Vintage Chitarra Strat Ponte Tremolo Bridge 6 Viti per Chitarra Elettrica Squier/Mexico Fender Stratocaster, Cromato. Arrivano i problemi.

Per prima cosa mi rendo conto di quanto faccia schifo il blocco del ponte originale. Piccolo, leggero, insignificante. E’ tipico di prodotti economici, addirittura peggio di quello della EKO S300. Tolgo tutto e monto il nuovo arrivato. Tutto sembra andare per il meglio, le misure sembrano essere perfettamente combacianti, ma nonostante già il suono da spenta sia infinitamente migliore dello sferragliamento originale, qualcosa non quadra.

Il ponte ha un assetto flottante non perfetto, il nuovo blocco tocca sulle pareti dello scasso del body e l’accordatura è assolutamente instabile. Inoltre non mi convincono le sei viti di fissaggio in dotazione col nuovo ponte, soprattutto le due esterne non sembrano fare presa in modo adeguato. Provo diverse combinazioni e alla fine opto per la configurazione seguente:

mantengo la piastra del ponte originale Harley Benton, ci avvito il blocco del Wilkinson che così si muove perfettamente senza toccare le pareti dello scasso del  body, uso le viti di fissaggio originali che fanno una presa perfetta e cambio le sellette originali con delle Highwood Guitar Parts HG-10,50 Vintage Saddles CR avanzate da un precedente progetto. Parcheggio ciò che rimane del Wilkinson per futuri sviluppi.

Qualche accordo e subito si sente tutta un’altra storia. Da spenta ha tutto un altro feeling. Un ottimo punto di partenza.

Trovato un equilibrio, smonto nuovamente tutto, perché tocca ai PU. Avevo scelto un FENDER Pre-Wired Strat PickGuard SSS Tex Mex Tortoise Shell, ma non c’era verso di far andare combaciare il battipenna se non smussandolo pesantemente. Così alla fine smonto PU e elettronica annessa e la monto sul battipenna originale Harley Benton. L’operazione riesce. Ho sempre voluto provare i Tex Mex e così finalmente ci sono riuscito. Graffianti, belli, belli, belli.

Il tutto è ancora in fase di assestamento, ma promette davvero bene. La differenza è chiaramente mostruosa rispetto a come si è presentata la bella fanciulla senza voce dell’inizio.

Penso che il bello delle stratoidi sia proprio il fatto che non sono altro  che un grosso giocattolo di legno indistruttibile fatto apposta per essere modificato.

Ho già in mente una nuova modifica ^_^

 

Paolo Rocchigiani

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