Dopo aver incontrato tante persone è inevitabile, e aggiungo doveroso, tirare un po’ di somme. Con un sentimento di rabbia misto ad una delusione scottante, mi viene da pensare a lunghe e tristi situazioni che non ho potuto schivare: aver dovuto sentire troppo lunghi discorsi noiosi, pettegolezzi che non mi riguardano su esseri di cui ho sempre ignorato l’esistenza, sopportato ricordi mai condivisi, aver quasi vomitato all’ennesima autopromozione, agli aneddoti fantascientifici non verificabili e aver subito quelli che iniziano ogni frase con “io”; tutte cose che corrispondono, di fatto, alla creazione di una barriera resa piĂą forte da un palese non invito a partecipare alla loro “tavola rotonda”, condito sublimemente da stereotipate frasi di colloquiale circostanza.
SBLORDER 21 PAROLE – SBLORDERS
SBLORDER 21 PAROLE – SBLORDERS
Una micro-storia di Paolo Rocchigiani sulla tecnologia che ancora non esiste,
e sull’attesa che diventa parte del viaggio.
Dovevo affittare un mezzo, ma non erano ancora disponibili gli SBLORDER, e non lo sarebbero stati ancora per un bel po’.
I had to rent a vehicle, but the SBLORDERS were not yet available, and they would not have been available for quite a while yet.
RIVOLTA 12 PAROLE – THE REVOLT
RIVOLTA 12 PAROLE – THE REVOLT
Una micro-storia di Paolo Rocchigiani sulla guerra e sull’amore che resiste dietro le spade.
Dodici parole per raccontare il momento in cui l’eroe riconosce l’umano.
Levò la spada per porre fine alla rivolta, ma riconobbe suo figlio.
He raised his sword to end the revolt, but he recognized his son.
UFO 17 PAROLE -UFO
UFO 17 PAROLE -UFO
Una micro-storia di Paolo Rocchigiani sull’incontro tra l’assurdo e il reale.
Diciassette parole per raccontare la meraviglia e il dubbio.
Non capivo una parola del tizio, ma quello dietro di lui mi sembrava proprio un disco volante.
I didn’t understand the stranger, but the object behind him looked just like a flying saucer.
TELEFONO 14 PAROLE – PHONE
TELEFONO 14 PAROLE – PHONE
Una micro-storia di Paolo Rocchigiani sull’ossessione della connessione.
Quattordici parole per raccontare l’assurdo nascosto nella quotidianità digitale.
Avevo la batteria in una mano e il telefono che continuava a suonare nell’altra.
I had the battery in one hand and the phone that kept ringing in the other.
ANTIVIRUS 12 PAROLE – ANTIVIRUS
ANTIVIRUS 12 PAROLE – ANTIVIRUS
Una micro-storia di Paolo Rocchigiani sulla salvezza e il controllo.
Dodici parole per raccontare il confine sottile tra protezione e invasione.
Si presentarono come l’antivirus che avrebbe protetto il corpo del mondo.
They introduced themselves as the antivirus that would protect the body of the world.
REGNO 8 PAROLE – THE KINGDOM
REGNO 8 PAROLE – THE KINGDOM
Una micro-storia di Paolo Rocchigiani sulla rinascita dopo la fine.
Otto parole per raccontare il nuovo inizio sorto dalle ceneri dell’umanità .
Sulle ceneri dell’umanitĂ nacque il nuovo regno.
The new kingdom was born on the ashes of humanity
AL FUNERALE DELLA MUSICA
AL FUNERALE DELLA MUSICA
Un racconto ironico e malinconico sull’addio alla Musica come la conoscevamo, tra nostalgie, cambiamenti e riflessioni sul tempo che passa.
un racconto di Paolo Rocchigiani
Non mi piace affatto andare ai funerali, a chi piace farlo! Ma a quello in particolare non potevo proprio non andare, glielo dovevo; dopo tutto avevamo passato un sacco di bei momenti insieme e trovavo disumano quello che alla fine le era capitato.
“L’incredibile viaggio di Arturo Vieri” – RECENSIONI –
Ecco il link della recensione de “L’incredibile viaggio di Arturo Vieri” da parte di Eleonora Marsella.
“L’incredibile viaggio di Arturo Vieri” di Paolo Rocchigiani
http://www.youbee.it/lincredibile-viaggio-di-arturo-vieri-di-paolo-rocchigiani/?fbclid=IwAR1oEW3OrDl5HkOT-a4LNtw9u8V3v8L4DtM88F6uIjONcYG0j6AF8RcIttE
https://www.paeseroma.it/2019/02/12/lincredibile-viaggio-di-arturo-vieri-scritto-e-pubblicato-da-paolo-rocchigiani-2/?fbclid=IwAR2SizskogEYYVbfQ0L7a27X–FDzF1kmKd2c1ga-8rfmH7rvANPGC6MLk0
OLIVETTI 32
OLIVETTI 32
un racconto di Paolo Rocchigiani
Era una notte buia e tempestosa. Quante volte l’ho scritto sulla magica Olivetti 32 con cui mia zia faceva divertire me e i miei fratelli. Con gli indici titubanti e terribilmente lenti, schiaffeggiando il carrello e regolando il rullo, riempivo l’inizio di fogli e fogli sempre con la stessa frase “era una notte buia e tempestosa”.
