OLIVETTI 32

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OLIVETTI 32

un racconto di Paolo Rocchigiani


Era una notte buia e tempestosa. Quante volte l’ho scritto sulla magica Olivetti 32 con cui mia zia faceva divertire me e i miei fratelli. Con gli indici titubanti e terribilmente lenti, schiaffeggiando il carrello e regolando il rullo, riempivo l’inizio di fogli e fogli sempre con la stessa frase “era una notte buia e tempestosa”.

Spesso si bloccavano i tasti, allora mi divertivo a premerne insieme il più possibile per vedere i pistoni raggrupparsi in un ingorgo di lettere.

Mi immaginavo come uno scrittore in carriera, uno di quelli che autografano i propri libri, ma non andavo oltre quella frase iniziale perché la mente cominciava subito a volare e nessun dattilografo al mondo le sarebbe stato al passo. Incredibili avventure prendevano forma davanti ai miei occhi, eroi di tutti i tipi compivano le solite vittorie sul villano di turno salvando la splendida principessa in costante pericolo.

Per me erano momenti di grande felicità che mi spingevano, con un dolce tepore, verso un futuro che mi avrebbe consegnato una vita piena e serena. Il destino. Te lo raccomando il destino! Come sa ordire in modo ironico e beffardo quando muove le sue fila.

Chi avrebbe mai pensato che, a distanza di anni, mi sarei ritrovato con una vecchia Olivetti 32 ancora a scrivere “era una notte buia e tempestosa…”. Ora però non riesco a fantasticare, forse perché la realtà ha superato ogni immaginazione, niente mi sembra più un gioco e non ho dubbi su cosa scrivere per continuare la storia, “…lunga e agghiacciante, una delle ultime dell’uomo”.

Nibbio a ECHO 1. Aggiornamento. Visione notturna attiva. Il soggetto ha trovato una vecchia macchina da scrivere. Nessun movimento. Perimetro sicuro. Nibbio a ECHO 1 chiudo.

 

Paolo Rocchigiani

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