ROTTA SU MARTE

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ROTTA SU MARTE

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Immagine a colori reali di Marte scattata dalla sonda Rosetta nel 2007

Siamo nel 1960: anno fondamentale per il crescente sogno terrestre di raggiungere Marte, meta di conquista, nuova frontiera della scienza e culla di una buona parte della letteratura di fantascienza. Magari la voglia di esplorazione nacque solo per togliersi il dubbio sull’esistenza delle tanto temute astronavi marziane di cui Orson Welles, nel suo famoso show del 1938,  raccontò l’atterraggio in New Jersey, reinterpretando alla radio “La guerra dei mondi” di Herbert George Wells.

Ma quanto è distante Marte dalla Terra e quanto tempo occorre per arrivarci?

La distanza media fra la Terra e Marte è di circa 225 milioni di chilometri, spaziando da un massimo di 402,3 milioni di chilometri a 54,6 milioni di chilometri. Tempo di percorrenza previsto? Beh, circa 8,5 mesi… solo andata!

C’ è da aggiungere che le missioni spaziali sono vincolate a finestre di lancio di 2-3 mesi ogni 780 giorni, corrispondente al periodo sinodico.

LE PRIME SONDE  1960-1974


L’INIZIO SOVIETICO

In piena guerra fredda, a creare le basi embrionali per l’agognata conquista del pianeta rosso, guarda un po’, sono i sovietici che, grazie al loro programma spaziale modernamente all’avanguardia, paladino della ricerca scientifica e fiore all’occhiello dell’agenda sul riconoscimento dell’U.R.S.S. come superpotenza egemone, appunto nell’ottobre del 1960 lanciano due sonde per il sorvolo ravvicinato del nostro vicino cosmico: Mars 1960A Mars 1960B. Entrambe le sonde però non riuscirono nell’intento, rappresentando il primo fallimento su cui gettare le basi per ripartire con nuovo slancio pionieristico.

Tra la fine di ottobre e l’inizo di novembre del 1962, venne effettuato un ulteriore tentativo sovietico con il lancio di due nuove sonde spaziali, che però non riuscirono nemmeno a lasciare l’orbita terrestre: Mars 1962A  (Sputnik 22 in Occidente )Mars 1962B (Sputnik 24). 

La fantasia nei nomi andava ancora rodata, sarebbe andata meglio in futuro?… Il primo novembre, sempre dello stesso anno, proprio perchè non c’è due senza tre, fu lanciata la terza sonda: la Mars 1.

 Francobollo dedicato al Mars 1

Conosciuta anche come 1962 Beta Nu 1, fu la prima del Programma Mars, progettata per sorvolare Marte a 11000 km, per scattare e inviare foto della superficie del pianeta, studiarne il campo magnetico, la struttura atmosferica e possibili composti organici, la radiazione cosmica e rilevare gli impatti di micrometeoriti. La sonda trasmise dati alla Terra 61 volte fornendo una grande quantità di informazioni sull’ambiente interplanetario;  il 21 marzo del 1963, quando aveva percorso più di 100.000.000 di km da casa, le comunicazioni si interruppero bruscamente.

Mars 1 NASA.jpg
Mars 1

ARRIVANO GLI  AMERICANI

Scattata dal Mariner 4,  prima immagine ravvicinata mai ripresa di Marte

In un crescente botta e risposta tra le due superpotenze mondiali, nel 1964 fu la volta degli U.S.A. attraverso la NASA effettuare due tentativi di raggiungere Marte. Le sonde Mariner 3 e Mariner 4 erano identiche e il loro scopo era quello di effettuare i primi sorvoli ravvicinati del pianeta rosso. Il Mariner 3 venne lanciato il 5 novembre 1964 ma la copertura protettiva non riuscì ad aprirsi sancendone il fallimento. Tre settimane dopo, il 28 novembre 1964, venne lanciata con successo la sonda Mariner 4. Essa raggiunse Marte il 14 luglio 1965, fornendo le prime immagini ravvicinate di un pianeta che no fosse la Terra. Esse mostravano dei crateri da impatto simili a quelli lunari, alcuni dei quali sembravano ricoperti di brina o ghiaccio. Nel complesso, i dati raccolti diedero l’idea di un pianeta inattivo ed inadatto alla vita e ciò determinò una netta riduzione dell’interesse per il pianeta stesso, causando un ridimensionamento delle missioni successive ed il rinvio di un decennio del programma di esplorazione robotica della superficie.

Mariner 4

LA RISPOSTA SOVIETICA

 

Il 30 novembre del 1964, due giorni dopo il lancio del Mariner 4, fu la volta del lancio della sonda russa  Zond 2, con cui si persero le comunicazioni nei primi giorno di maggio del 1965. Secondo i calcoli la sonda sorvolò Marte il 6 agosto 1965 a una velocità relativa di 5,62 km/s a 1500 km di distanza dal pianeta. Rimane un po’ un mistero il reale contenuto del Compartimento Planetario: è stato infatti supposto che la sonda trasportasse con sé anche un semplice lander in grado di atterrare sul suolo marziano.

Zond 2

PROGRAMMA MARINER

La NASA continuò il programma Mariner  (iniziato nel 1962 con le sonde Mariner 1, Mariner 2 e successivamente nel 1967 con Mariner 5 per terminare nel  1973 con Mariner 10 tutte sonde con obiettivo Venere) con un altro paio di sonde per il sorvolo ravvicinato di Marte: Mariner 6 e Mariner 7, che furono lanciate rispettivamente il 24 febbraio e il 27 marzo 1969. Raggiunta l’orbita  scattarono 198 fotografie, coprendo circa il 20% della superficie del pianeta rosso. Durante la seguente finestra di lancio del 1971, partito il 30 maggio,  il Mariner 9 entrò con successo nell’orbita  dopo il fallimento del lancio della sonda gemella Mariner 8. Assieme alle due sonde sovietiche Mars 2 e Mars 3, trovò una enorme tempesta di sabbia in corso a livello planetario. I controllori di missione, nell’attesa che la tempesta si attenuasse, fotografarono le lune Phobos e Deimos. In seguito lo stesso Mariner 9, rimasto in orbita intorno al pianeta dal novembre 1971 all’ottobre 1972, fotografò la superficie di Marte circa 7000 volte rivelando la presenza di grandi vulcani e fornendo indizi della possibilità che un tempo fosse presente acqua allo stato liquido.

 

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Mariner 9

L’EVOLUZONE DEL PROGRAMMA MARS

Quasi un decennio dopo il lancio della Mars 1, e poco dopo il fallimento della sonda Cosmos 419, il 19 e il 28 maggio del 1971 vengono lanciati i primi artefatti umani a toccare la superficie di Marte: le sonde gemelle Mars 2 e Mars 3, entrambe composte da un orbiter e un lander. Gli orbiter dovevano riprendere immagini (ne inviarono 60 in tutto), studiare la topografia della superficie (rilevarono montagne alte 22 km!), monitorare il campo magnetico e fungere da ripetitori per l’invio dei segnali dei lander verso la Terra. Il lander di Mars 2 si schiantò sulla superficie del pianeta a causa della non apertura del suo paracadute, diventando di fatto il primo oggetto ad “atterrare” su Marte.  Quello del Mars 3 invece pare riuscì ad effettuare un atterraggio morbido (circostanza messa successivamente in dubbio dagli Americani) e dopo 14 secondi le trasmissioni si interruppero per cause sconosciute, probabilmente a causa di una tempesta di sabbia.  All’interno dei due lander era presente un piccolo rover (PrOP-M) che però non entrò in funzione. Le missioni terminarono il 22 agosto 1972 dopo 362 orbite completate da Mars 2 e 20 orbite da Mars 3.

 

 Copia del lander del Mars 3 conservata al museo Lavochkin.

 

Tra luglio e agosto del 1973, completando il Programma Mars, vennero lanciate dalla Terra  gli orbiter Mars 4 (21 luglio)e Mars 5 (25 luglio) e le sonde flyby con lander Mars 6 (5 agosto) e Mars 7.

La finestra di lancio per il pianeta rosso del 1973 era inefficiente, quindi il vettore non era in grado di inviare tutti i componenti della missione, come invece era stato possibile fare nel 1971 (Mars 2 e Mars 3). Per questo motivo, la missione venne suddivisa in quattro veicoli separati e più leggeri: due orbiter senza lander e due orbiter con lander ma senza carburante. Lo scopo politico di questa missione fu di battere il Viking statunitense (previsto per il 1975) in modo da essere la prima sonda ad effettuare un atterraggio morbido sul pianeta.

Mars 4 raggiunse Marte il 10 febbraio 1974, inviando una serie di immagini e alcuni dati sull’occultazione radio che costituirono il primo rilevamento della ionosfera marziana nel lato non illuminato. Due giorni dopo, fu la volta di Mars 5. In totale vennero raccolti dati durante ventidue orbite prima di una perdita di pressione che pose fine alla missione. Vennero inviate circa sessanta immagini durante nove giorni che mostravano delle aree a sud della Valles Marineris.

Mars 6 venne portato con successo nell’orbita terrestre da un vettore Proton SL-12/D-1-e e in seguito lanciato in rotta di trasferimento verso Marte. Raggiunse il pianeta il 12 marzo 1974, e il modulo di discesa si separò ed entrò nell’atmosfera  mentre la sonda raccolse dati che vennero inviati per essere ritrasmessi immediatamente a Terra. Il contatto con il lander fu perso probabilmente quando si accesero i retrorazzi o quando colpì la superficie. Il modulo trasmise 224 secondi di dati prima della perdita delle trasmissioni, tra cui i primi dati inviati dall’atmosfera marziana. Sfortunatamente, a causa di un problema ad un chip, la maggior parte dei dati fu illeggibile.

Stesso vettore per la Mars 7 che raggiunse il pianeta il 9 marzo 1974, ma a causa di un problema nei sistemi di bordo (nel controllo d’assetto o nei retrorazzi) la sonda di discesa venne separata prematuramente e mancò il pianeta di 1300 km.

 

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Mars 5

 

Paolo Rocchigiani

 

 

FONTI


https://tg24.sky.it/scienze/astronomia/2018/07/22/marte-esplorazioni-storia.html

https://it.wikipedia.org/wiki/Esplorazione_di_Marte

http://www.esa.int/ita/ESA_in_your_country/Italy/La_storia_dell_esplorazione_di_Marte

https://it.wikipedia.org/wiki/War_of_the_Worlds_(programma_radiofonico)

https://it.wikipedia.org/wiki/Programma_Mars

https://it.wikipedia.org/wiki/Zond_2

https://it.wikipedia.org/wiki/Mars_3

https://it.wikipedia.org/wiki/Mars_6

https://it.wikipedia.org/wiki/Mars_5

http://www.phy6.org/stargaze/Imars1.htm

https://it.wikipedia.org/wiki/Mariner_3

https://it.wikipedia.org/wiki/Mariner_9

https://it.wikipedia.org/wiki/Programma_Mariner

https://en.wikipedia.org/wiki/Kosmos_419

http://www.treccani.it/enciclopedia/marte/

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