Super EKO S-300 con Vega-Trem: montaggio, setup e prime impressioni (5)

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Super EKO S-300 con Vega-Trem: montaggio, setup e prime impressioni (5)

Continua la trasformazione della mia Eko S-300: questa volta provo a portarla ancora più vicino al comportamento di una superstrat.

un articolo di Paolo Rocchigiani


Alla fine non ho resistito e ho deciso di rimettere la coraggiosa fanciulla sul lettino delle modifiche.

Questa volta è toccato — per l’ennesima volta — al ponte.

Avevo già sostituito quello originale con un Wilkinson e il cambiamento era stato enorme. Rispetto all’immondizia montata di serie sembrava di avere un’altra chitarra.

Eppure continuava a mancarmi qualcosa.

Volevo avvicinare ancora di più la Eko S-300 al comportamento di una superstrat, soprattutto per quanto riguarda l’utilizzo della leva.

Ed è qui che entra in scena il Vega-Trem.

FOTO 1 — Eko S-300 prima della modifica, con il Wilkinson montato

Perché sostituire il Wilkinson?

Il Wilkinson aveva rappresentato un cambiamento epocale rispetto al ponte originale, ma non ero mai riuscito a ottenere esattamente il comportamento che cercavo.

Nella mia testa volevo qualcosa che si avvicinasse a un Floyd Rose, soprattutto come escursione e libertà nell’utilizzo della leva, senza però dover convivere con tutti gli sbattimenti di quel ponte maledetto.

Bloccacorde, regolazioni, cambi corde, accordature…

No, grazie.

Il Vega-Trem ha quindi iniziato a sembrarmi la soluzione naturale.

Smontiamo tutto. Di nuovo.

Per prima cosa smonto il vecchio ponte e apro il vano posteriore della chitarra.

Allento le viti della rastrelliera che regola la tensione delle molle e libero il Wilkinson.

FOTO 2/3 — Ponte Andato- Ecco le molle

Per il Vega-Trem scelgo le due molle consigliate in base alla misura delle corde che utilizzo, le aggancio al nuovo ponte e procedo a inserirlo nella sede.

Uno degli aspetti interessanti di questo sistema è proprio la possibilità di effettuare la modifica senza trasformare la povera Eko in un cantiere edile.

Posiziono il ponte e fisso il perno metallico utilizzando le viti in dotazione.

FOTO 4/5 — Vega-Trem durante il montaggio

Prima e sesta corda come riferimento

A questo punto monto soltanto la prima e la sesta corda, lasciandole inizialmente a una tensione molto bassa.

Mi servono semplicemente come riferimento per controllare che il ponte sia correttamente posizionato rispetto al manico.

Sistemo tutto, monto anche le altre corde.

FOTO 6 — Corde montate

Posso finalmente iniziare quella che diventerà rapidamente…

 

La prima delle circa 350 accordature

Perché naturalmente non basta montare le corde e accordare.

Accordi.

Il ponte si muove.

Riaccordi.

Regoli le molle.

Riaccordi.

Controlli l’inclinazione.

Riaccordi.

Giri la chitarra.

Regoli ancora la rastrelliera.

E riaccordi.

A un certo punto inizi a chiederti se nella vita hai fatto qualcosa per meritarti tutto questo.

FOTO 7 — Vega-Trem montato, vista laterale dell’inclinazione del ponte

Piano piano, però, il sistema raggiunge il suo equilibrio.

Regolo la tensione delle molle nel vano posteriore e controllo la posizione del ponte rispetto al corpo della chitarra.

Finalmente sembra tutto a posto.

O quasi.

Il vecchio setup può andare a farsi benedire

Il cambio del ponte modifica parecchio l’assetto della chitarra.

La prima cosa che noto è che alcune corde cominciano a friggere sui primi tasti.

Il Vega-Trem ha portato l’action molto in basso e diventa evidente che non posso semplicemente montarlo e continuare a utilizzare le vecchie regolazioni.

Devo intervenire sul truss rod.

All’inizio provo nella direzione sbagliata e, naturalmente, peggioro la situazione.

Ottimo.

Torno indietro e, lavorando molto gradualmente, riesco a trovare una curvatura del manico decisamente migliore.

Il problema sui primi tasti quasi scompare.

Action bassissima

A questo punto emergono altri piccoli problemi, soprattutto intorno al decimo, undicesimo e dodicesimo tasto.

L’action è veramente bassa.

Sulla sesta corda sono intorno a 1,50 mm, mentre sulla quarta arrivo circa a 1,25 mm.

E qui devo fare i conti anche con i limiti del setup sulla mia Eko: non ho molto margine per alzare ulteriormente alcune sellette.

Piccola annotazione: per regolare l’action correttamente è necessario allentare il perno su ogni selletta, altrimenti rimarrà ferma col rischi di spanare le due viti di regolazione.

Quindi ricomincia il gioco.

Truss rod.

Accordatura.

Controllo.

Action.

Accordatura.

Tasti.

Accordatura.

Le famose 350 accordature, forse, erano una stima prudente.

Poi finalmente monto la leva

Ed è qui che arriva il momento per cui avevo iniziato tutto questo.

Monto la leva del Vega-Trem e comincio a usarla.

E lì cambia tutto.

La sensazione sotto le mani è esattamente quella che stavo cercando.

Posso scendere parecchio con la leva, posso tirarla verso l’alto e posso fare giochi che con il Wilkinson montato sulla mia Eko erano decisamente più limitati.

Non è un Floyd Rose.

E non vuole esserlo.

Ma la sensazione comincia davvero ad avvicinarsi a quel tipo di libertà, senza avere il bloccacorde e tutti gli inconvenienti che normalmente comporta convivere con un Floyd.

Ed è precisamente quello che volevo ottenere da questa chitarra.

FOTO 8 — Eko S-300 completa con Vega-Trem e leva montata

Ci siamo quasi

Dopo parecchie regolazioni sono riuscito a eliminare quasi tutti i problemi.

Ne è rimasto uno particolarmente fastidioso sulla quarta corda intorno al dodicesimo tasto.

La nota suona normalmente, ma durante alcuni bending tende a gracchiare e può arrivare a smorzarsi.

La cosa curiosa è che il problema cambia anche in base alla direzione del bending.

A questo punto sembra quindi qualcosa di molto più localizzato rispetto alla regolazione generale del ponte o del manico.

Insomma: ci siamo quasi, ma il lettino operatorio non può ancora essere riposto.

Prime impressioni sul Vega-Trem

È ancora presto per fare una recensione definitiva, ma una cosa posso già dirla.

Dal punto di vista dell’utilizzo della leva, il Vega-Trem ha portato la Eko S-300 molto più vicino alla chitarra che avevo in mente quando ho iniziato a modificarla.

Il Wilkinson era stato un enorme miglioramento rispetto al ponte originale.

Il Vega-Trem, invece, sta cambiando proprio il modo in cui posso usare il tremolo.

Naturalmente c’è un prezzo da pagare.

Se avete già un setup molto basso e tirato al limite, cambiare ponte può significare dover ricominciare praticamente da zero con action, relief del manico, tensione delle molle e bilanciamento del ponte.

Nel mio caso è successo esattamente questo.

Ma quando finalmente prendo la leva e comincio a maltrattarla, tutto il lavoro fatto fino a quel momento acquista improvvisamente senso.

La mia povera Eko S-300 è entrata ancora una volta sul lettino delle modifiche.

Quando ne uscirà definitivamente non lo so.

Ma ormai, più che una chitarra economica modificata, sta diventando una specie di esperimento permanente.

E forse è proprio questo il bello.                

 

Paolo Rocchigiani

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